Mt 7,15

"Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci."

SONO INNOCENTE DEL SANGUE DI QUESTA DONNA

(Dn 13, 46)

 

Davanti al silenzio atterrito di tutti, che ben sapevano quanto pericoloso fosse opporsi ai giudici corrotti e corruttori, solo il piccolo Daniele alza la voce, non per accusare loro, ma per difendere l'innocente.

Anche oggi tutti sanno quanto sia pericoloso parlare in modo dissonante da chi ha il potere di imporre le proprie scelte.

 

Ma il rischio di un certo prudente silenzio di fronte a questo è che diventiamo complici della morte dell'innocente.

 

Se questa donna, Susanna nel libro biblico, fosse una immagine della persona che cerca la verità e non la trova più, perché chi gliela dovrebbe dire invece inganna?

 

Ecco, di fronte a questa possibilità io, Francesco d'Erasmo, sacerdote cattolico, voglio essere innocente.

 

Di fronte alla gravità della confusione che alcuni generano, voglio essere innocente.

 

Di fronte a chi abusa del nome di Gesù Cristo, voglio essere innocente.

 

Di fronte a chi abusa dell'autorità che Egli ha dato alla Sua Chiesa, a nome della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, approfittando della buona fede e dell'ignoranza di molti, facendo credere che la Chiesa abbia cambiato fede, voglio essere innocente.

 

Di fronte al silenzio assordante di chi tace la verità, voglio essere innocente.

 

Di fronte a chi dice tante cose inutili anche se in parte forse vere, per distrarre da ciò che è urgente più della stessa vita, voglio essere innocente.

 

Per questo ho deciso di non "mettere la lampada sotto il letto", ma di "dire sui tetti quello che ascolto all'orecchio".

 

Ecco perché faccio questa pagina su internet, è "il tetto", la piazza, la "porta della città", il "tempio", il luogo pubblico, secondo le immagini bibliche, dove gli uomini stavano per uccidere l'innocente, dove io voglio affermare pubblicamente che non sono complice della menzogna mortale che oggi nuovamente, anche attraverso il silenzio omertoso, può uccidere chi è innocente.

 

Francesco d'Erasmo, settembre 2018

Meglio prevenire che curare:

Professione di fede

Io, Francesco d'Erasmo, sacerdote della Chiesa Cattolica, nato a Milano il 29 gennaio 1974, ordinato Presbitero il 26 giugno 1999, nel pieno possesso delle mie facoltà, contro ogni facile e tendenziosa strumentalizzazione delle mie parole, per il bene del Santo Popolo Fedele di Dio, rinnovo ora e per sempre la mia professione di fede fatta dai miei genitori e padrini nel mio Battesimo, da me rinnovata in molte occasioni, come nell'ordinazione Presbiterale nel 1999, nella presa di possesso della Parrocchia di Santo Spirito in Monte Romano nel 2017, con atto ufficiale indirizzato ai miei superiori il 15 marzo 2018, con lettera pubblica al mio Vescovo, ai miei confratelli e a tutti i collaboratori della mia diocesi nel 2019.

In particolare:

Io Francesco d'Erasmo credo e professo con ferma fede tutte e singole le verità che sono contenute nel simbolo della fede. Sia nella formulazione della professione di fede battesimale, con la rinuncia a satana, a tutte le sue opere e seduzioni, sia nella formulazione del cosiddetto Credo Apostolico, sia del Credo Niceno-Costantinopolitano.

Credo pure con ferma fede tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio scritta o trasmessa e che la Chiesa, sia con giudizio solenne sia con autentico magistero ordinario e universale, propone a credere come divinamente rivelato.

Fermamente accolgo e ritengo anche tutte e singole le verità circa la dottrina che riguarda la fede o i costumi proposte dalla Chiesa in modo definitivo.

RINUNCIO E RIFIUTO tutto ciò che ad esse si oppone!

Aderisco inoltre con religioso ossequio della volontà e dell’intelletto agli insegnamenti che il Romano Pontefice legittimamente eletto o il Collegio episcopale legittimamente regnante propongono quando esercitano il loro Magistero autentico, sebbene non intendono proclamarli con atto definitivo.

Estendo questa mia promessa di fedeltà e di rifiuto, al passato e al futuro, non essendovi divisione nella fede della Chiesa Cattolica, che è Una nello scorrere del tempo e nella molteplicità dei luoghi.

Prometto di conservare sempre la comunione con la Vera Chiesa Cattolica Apostolica Romana, del Cielo e della terra, sia nelle mie parole che nel mio modo di agire.

Adempirò con grande diligenza e fedeltà i doveri ai quali sono tenuto verso la Chiesa, sia universale che particolare, nella quale secondo le norme del diritto, sono stato chiamato ad esercitare il mio servizio.

Nell’esercitare l’ufficio, che mi è stato affidato a nome della Chiesa, e in ogni mia azione, come Battezzato, come già fatto fino ad oggi, conserverò integro e trasmetterò e illustrerò fedelmente il deposito della fede, respingendo quindi qualsiasi dottrina ad esso contraria.

Seguirò e sosterrò la disciplina comune a tutta la Chiesa e curerò l’osservanza di tutte le leggi ecclesiastiche legittime, in particolare di quelle contenute nel Codice di Diritto Canonico.

Osserverò con cristiana obbedienza ciò che i sacri Pastori legittimamente dichiarano come autentici dottori e maestri della fede o stabiliscono come legittimi capi della Chiesa, e presterò fedelmente aiuto ai Vescovi diocesani, perché l’azione apostolica, da esercitare in nome e per mandato dellaChiesa, sia compiuta in comunione con la Chiesa stessa.

Come evidente dalle piccole variazioni al testo comune ai giuramenti dei parroci presenti in questo testo,

RINUNCIO

alla seduzione di seguire un magistero nella fede e nella morale differente da quello autentico, qualora si tentasse di imporlo abusando dell'autorità da Cristo conferita a Pietro e agli Apostoli.

RIFIUTO

ogni sottomissione in merito, perché il mio unico Signore e Pastore, mio Re, come quello di ogni battezzato, è Gesù Cristo Figlio di Dio!

Chiedo umilmente perdono di tutti i miei tradimenti, e sono pronto ad espiarli secondo la Volontà, la Giustizia e la Misericordia di Dio.

Così mi aiuti la Beata Vergine Maria Madre di Dio, Madonna del Rosario, mia Regina, cui già dal 16 febbraio 2000 ho consacrato tutto me stesso.

Così mi aiuti la Vergine Maria che nell'immagine di Civitavecchia ha pianto sangue per spezzare la durezza del cuore di un pastore venticinque anni fa come oggi.

Così mi aiutino i Santi Vangeli, gli Apostoli e tutte le schiere celesti.

Amen.

Francesco d'Erasmo,

Civitavecchia, 15 marzo 2020

 

Tua madre e i tuoi fratelli sono fuori e ti cercano

In questo periodo della mia vita sacerdotale, come già altre volte, sono raggiunto dall’accorata preoccupazione di persone che mi vogliono bene.

Ma ti sei ammattito? Ma vuoi che ti rinchiudano? Ma ti rendi conto contro chi ti stai mettendo? Proprio ora che potevi stare tranquillo! Ma tagliati la lingua!

Anche se ovviamente il paragone stride, da sempre ho preso come esempio della mia vita Gesù di Nazareth. Mi conforta ricordare che perfino a lui accorsero i parenti, perfino la Santissima Mamma, “perché dicevano: è fuori di sé!”

Per lo meno sono in buona compagnia!

Sono grato per l’affetto che queste preoccupazioni manifestano. E dico chiaramente che mi fa molto bene sapere di essere amato, per di più sapendo bene di non meritarlo.

Ma vorrei fare anche io qualche domanda.

Che felicità mi può dare, evitare forse qualche sofferenza e tacere la Verità?Come potrei guardarmi allo specchio quando faccio la barba? Come riuscirei a dormire di notte?

Che cosa può offrirmi questo mondo, che possa valere la pena tanto da tradire Gesù?

Lo stesso che hanno ottenuto Adamo ed Eva per aver abbandonato Dio?

Forse la vita dei potenti di questo mondo ha anche solo l’ombra della bellezza di quello che c’è nel cuore dei santi?

Potete paragonarmi la pienezza che traboccava dagli occhi di Giovanni Paolo II, osteggiato fino dentro casa sua per quello che faceva e diceva, con i pastori che il mondo di oggi benedice ed esalta con ogni mezzo?

Non dimentichiamo che - anche se ora tutti ne parlano bene, almeno in pubblico - nella Chiesa, fino al giorno della sua morte, una parte importante della gerarchia e del mondo teologico gli ha fatto una guerra senza esclusione di colpi.

E non hanno mai smesso: davanti parlano bene e dietro distruggono tutto quello che ha fatto!

Basti pensare alle recenti vicende dell’Istituto che porta il suo nome.

O a cosa hanno fatto del suo insegnamento in materia di morale familiare nei due recenti sinodi sulla famiglia. Perfino alcuni che erano stati suoi collaboratori!

Potrei parlare di altri pastori che hanno testimoniato una grande perseveranza nella lotta per la Verità senza rispetto umano.

Evito di parlare di chi ancora è vivo, perché la grandezza della sua sofferenza è tale, che non voglio nemmeno sfiorarlo. Solo il rispettoso silenzio è degno di lui.

Ma ho avuto la grazia di guardare negli occhi anche Madre Teresa di Calcutta.

Qualcuno crede forse che fosse di moda quello che lei faceva?

Un giorno ho assistito ad una lite animata con una sua collaboratrice, perché lei voleva salvare una sedia rotta e l’altra suora in sostanza gli dava della matta. Siccome era matta davvero, fresca di ricovero si arrampicò su una catasta di cassette di legno rotte, recuperò la sedia, che divenne la sede del celebrante della cappella del Convento di San Gregorio al Celio.

Credete che qualcuno di quelli che ora sono infastiditi dalla mia libertà di parola abbia uno sguardo anche solo lontanamente paragonabile con quello di questi due?

Forse la forza che mosse Sant'Ignazio a cambiare vita leggendo la vita dei santi è meno forte della violenza di chi usa il potere di questo mondo?

Credete forse che qualcuno possa togliere dal mio cuore la serenità di non aver tradito la Verità?

Se la tradissi, come potrei alzarmi la mattina e incrociare lo sguardo delle persone che incontro? Come potrei dormire la notte?

Sapete, chi non gradisce il mio parlare crede di avere ricevuto l’autorità dagli uomini. Come diceva Gesù: ricevono gloria gli uni dagli altri.

Io per Grazia di dio, non dimentico di avere ricevuto il Battesimo e il Sacerdozio per volontà di Dio, non per volontà umana.

Si chiama vocazione. Chiamata.

Chi è che mi ha chiamato?

Il Vescovo che mi ha ordinato? Il mio Vescovo? Il Papa? Ma nemmeno per sogno!

È Dio che chiama ciascuno di noi alla propria vocazione, attraverso gli uomini che mette sulla nostra strada.

I figli attraverso i genitori, gli sposi l’uno attraverso l’altro, i sacerdoti attraverso i Vescovi…

Ma è Dio che chiama!

E solo a Lui dobbiamo rendere conto.

Una volta si diceva: “servire Deo regnare est”.

Servire Dio significa regnare.

Preferisco regnare con Dio che essere il leccapiedi del prepotentuccio di turno.

Ecco però che qualcuno mi vuole convincere ancora.

Ma sono i potenti di turno che hanno il coltello dalla parte del manico!

Allora qui mi domando: ma chi è davvero folle?

Per quanto tempo possono i potenti di questo mondo avere il coltello dalla parte del manico?

Chi è più forte, i signori di questo mondo, o il Creatore dell’Universo?

E' più folle temere Dio, o temere i potenti del mondo?

Potessero anche farmi del male durante tutta la mia vita terrena, che cos’è questo davanti all’eternità che Dio mi darà?

Il problema forse è un altro: già molte volte il demonio mi ha provato a piegare con la forza, ma con forza molto maggiore il Signore mi ha soccorso. Ecco perché nulla mi convince a piegarmi e a scendere a compromessi.

È vero, non so cosa mi aspetta.

Ma so Chi mi assisterà.

Volete sapere davvero perché sono così folle?

Provate anche voi a fidarvi di Gesù.

Francesco d'Erasmo, 28 marzo 2020.