Mt 7,15

"Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci."

Rinnovata professione di fede di Francesco d’Erasmo

Supplico umilmente chi ne ha la possibilità di dare massima diffusione a questo mio scritto, liberandoli contestualmente da ogni responsabilità personale in merito al contenuto, affinché esso possa davvero pervenire ai suoi destinatari, in particolare:

A Sua Santità Papa Benedetto XVI, a tutti i vescovi e fedeli laici della Chiesa Cattolica, a tutti gli uomini di buona volontà,

io, Francesco d’Erasmo, nato a Milano il 29 gennaio 1974, battezzato il 10 febbraio 1974, ordinato presbitero della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana a La Storta il 26 giugno 1999, residente in Tarquinia, VT, al noto indirizzo, nel pieno possesso delle mie facoltà, dopo avere per lunghi anni ponderato davanti a Dio questo passo, pienamente consapevole delle conseguenze che esso può comportare,

nel rinnovare la mia fede, professata dai miei genitori e padrini nel mio Battesimo, rinnovata da me medesimo nell’Ordinazione Diaconale e Presbiterale, nel ricevere l’incarico di Parroco nel 2017, come in tutto l’esercizio del mio ministero a servizio della Santa Chiesa Cattolica, precedente e seguente, anche per lettera e pubblicamente,

preciso esplicitamente che rinnovo la mia Professione di Fede obbligatoria secondo la formula richiesta per chi assume un Ufficio nella Chiesa, a norma dei Canoni, in particolare rinnovo esplicitamente quanto proposto a giurare nel cosiddetto Giuramento Antimodernista prescritto da San Pio X il 1 settembre 1910,

ed esplicitamente preciso quanto di seguito esposto, come parte integrante e inseparabile di tale mia professione di fede.

Riconosco davanti a Dio di non poter più rimanere nel silenzio e nemmeno nell’implicita allusione su quanto qui vengo a dichiarare. Domando perdono a Dio e agli uomini se la mia esitazione fino a questo momento fosse stata colpevole, benché animata da buona fede, nel timore che le conseguenze di questo atto per il bene della Chiesa non fossero buone.

Non posso più tacere la certezza di quello che Dio mostra agli occhi della mia intelligenza e del mio cuore, alla mia coscienza, altrimenti sarei complice del male che ne deriva:

RICONOSCO E DICHIARO

PUBBLICAMENTE DAVANTI A DIO E TUTTI GLI UOMINI

CHE

colui che attualmente siede sulla Cattedra di Pietro col nome che si è attribuito di Francesco,

Jorge Mario BERGOGLIO,

NON APPARTIENE ALLA COMUNIONE DELLA SANTA CHIESA CATTOLICA, E’ ANATEMA, SCOMUNICATO, PERCIO’ NON È VERO PAPA DELLA CHIESA CATTOLICA.

Sono consapevole che solo Dio ha l’autorità per destituire un pontefice.

Ricordo però che chiunque nella Santa Chiesa cade nell’eresia perde perciò stesso l’Ufficio.

Jorge Mario Bergoglio è incorso in molteplici gravissime eresie, fino a toccare l’apostasia stessa della fede, attraverso dichiarazioni e documenti da lui pubblicati e dichiarazioni a lui attribuite e non smentite, quand’anche non pronunciate “ex cathedra”, confondendo con tali atti la fede dei fedeli, abusando della fede e obbedienza che essi hanno verso il legittimo Successore di Pietro, tollerando, alimentando e incentivndo nella prassi della Chiesa eresie e peccati contro la Morale Cattolica, altrettanto se non più gravi, anch’essi giunti fino a toccare l’apostasia, e punendo non di rado chi a tutto ciò si è opposto.

Ricordo tra i più recenti il grave peccato di idolatria nel culto di venerazione a un idolo pagano commesso nella Basilica di San Pietro alla sua presenza, mai smentito o sconfessato da lui, che anzi ha deplorato e sconfessato pubblicamente chi pubblicamente si è opposto a tale gravissimo sacrilegio.

Ricordo la negazione della Divinità di Gesù Cristo e dell’Inferno in interviste pubblicate a nome suo e mai smentite chiaramente.

Ricordo la negazione in atto pubblico e solenne di Gesù Cristo Unico Salvatore dato da Dio agli uomini.

Ringrazio Dio per avermi donato la certezza della improrogabilità di questo mio atto attraverso i fatti di questi giorni e la liturgia di oggi, come vengo a descrivere, non per mia giustificazione, ma per aiuto a chi vuole conoscere la verità.

La subdola insinuazione che ci sia una autorità che possa dispensare i fedeli dal Precetto Pasquale, è infatti il peccato di idolatria più grave mai visto.

Esso pone l’autorità di Dio al di sotto di un’altra autorità proprio nel cuore del Culto dovuto a Dio dalla Santa Chiesa Cattolica per la santificazione dei fedeli.

L’uomo si erge al di sopra di Dio stesso!

Questo peccato era già presente in molti altri atti di Bergoglio, specialmente in merito alla disciplina dell’accesso ai Sacramenti e agli Uffici ecclesiastici, ma sempre era possibile, a chi lo volesse, non collaborare personalmente in tali sacrilegi.

In questo momento il suo esercizio abusivo dell’Autorità, conferita da Cristo stesso a Pietro per confermare la fede dei fratelli, comporta l’impedimento anche fisico ai fedeli a poter obbedire al comando di Dio santificando la Pasqua.

E questo in virtù di una presunta obbedienza a un potere politico, che però non ha autorità legittima sugli atti di culto.

In questa situazione è evidente che un vescovo vestito di bianco si trova nel ruolo di Nabucodonosor di fronte ai tre fanciulli, creando una confusione senza precedenti nella coscienza dei fedeli.

Questo è l’abominio della desolazione.

Questa non può essere riconosciuta in altro modo che come una grande apostasia della Verità e della Fede, che avviene per la responsabilità diretta di colui che il mondo vede come il Successore di Pietro, Vicario di Cristo.

Questo è negare che Gesù solo è la Via, la Verità, e la Vita, e quindi è negare che Egli è Dio, “il Figlio di Dio venuto nella carne”.

Proteggere, o presumere di proteggere, la salute o il rispetto dell’ordine politico (o forse proteggere da pericoli che segretamente vengono minacciati e il Popolo di Dio non conosce) non sarà mai più importante che proteggere i fedeli dalla disobbedienza a Dio!

Gesù non così ha comandato. Chi non dà a Dio quel che è di Dio, non può nemmeno dare a Cesare quel che è di Cesare. Costui dà a Cesare quel che è di Dio.

Gesù questo non lo ha fatto!

Sono consapevole che in questa situazione sia difficile ravvedere una soluzione. Non spetta a me d’altro canto il cercarla, non avendo io l’autorità per farlo.

Ricordo però a chi ha questa autorità, anzitutto, che “nulla è impossibile a Dio”.

Ricordo altresì che “se taceranno costoro grideranno le pietre”. Alcune pietre hanno già gridato, ma la gerarchia della Chiesa pare essere stata sorda in molti suoi membri. Speriamo che non gridino ancora!

Ai fedeli che riconoscono la verità di quanto affermo, ma sono sconcertati dalle conseguenze, ricordo che il Signore ha promesso che non abbandonerà mai la Sua Chiesa. Il primo che ci ha annunciato la venuta di questi avvenimenti è Gesù nel Vangelo, e tutto il resto del Nuovo Testamento ci dice che di mezzo a noi sarebbero sorti i nemici della vera fede.

Preciso che i sacramenti amministrati nell’ambito della Chiesa Cattolica rimangono validi, come sono validi da secoli quelli amministrati in altre Chiese che pure non hanno goduto della piena comunione col legittimo Successore di Pietro.

Così anche gli atti di governo, che, qualora non validi, possono sempre essere sanati, o comunque corretti con altri atti validi.

La Santa Chiesa è fondata sulla fede dell’Apostolo Pietro, e questa non potrà mai venir meno!

Se qualcuno, che ha l’autorità per intervenire, potesse essere trattenuto dal timore delle conseguenze per i fedeli, come è avvenuto per me fino ad oggi, ricordo la testimonianza dei tre fanciulli nella fornace, o di Susanna, come di tutti i Santi di Dio, specialmente i Martiri: “Meglio per me essere ucciso, che peccare contro il mio Dio”.

I veri fedeli cattolici hanno ancora questa perseveranza, e spesso ancora oggi, nel nascondimento, la esercitano con sacrifici enormi, fino ad offrire la stessa vita.

Essi non si sentono abbandonati se i loro corpi vengono a trovarsi in potere agli uomini che possono ucciderli, ma si sentono abbandonati dai loro pastori se la loro fede viene messa in balia dell’inganno di satana.

Ricordo nuovamente a me e a tutti i cristiani, attraverso la parola di San Paolo Apostolo, il pericolo di essere complici dell’attuale grande apostasia: «Mi meraviglio che, così in fretta, da colui che vi ha chiamato con la grazia di Cristo voi passiate ad un altro Vangelo. Però non ce n'è un altro, se non che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il Vangelo di Cristo. Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L'abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!»

Lo stesso Pietro, di cui Bergoglio abusa il ruolo, diceva ai Sommi Sacerdoti del Sinedrio: “Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini”.

Due anni fa scrissi un brano allusivo, riferendomi alle parole di Daniele davanti a Susanna, e sovrapponendo un’immagine delle Lacrime di Sangue della Madonnina di Civitavecchia, e lo pubblicai a mezzo internet, all’indirizzo www.mt715.simplesite.com, perché fosse visibile davanti a tutti. Questo fu il tentativo di testimoniare quanto ora affermo, nel modo più implicito possibile, convinto di evitare le conseguenze dannose per la Chiesa che una affermazione esplicita avrebbe potuto causare.

Ora è il momento di dire esplicitamente quello che esprimevo, e perciò anche di spiegare l’allusione:

“Sono innocente del sangue di questa donna”.

Daniele decise di non essere complice attraverso il silenzio dell’uccisione dell’innocente Susanna. Io non voglio essere complice col mio silenzio del Sangue della Chiesa Cattolica, perché il sangue sta per la vita, e la Vita della Chiesa Cattolica è la Sua Fede in Gesù Cristo.

La Vergine Maria è immagine e modello della Santa Chiesa. Nella Sua santa Immagine ha pianto Lacrime di Sangue. È il Sangue di Gesù Suo Figlio, come Ella stessa ha dichiarato. È perciò il Sangue della Chiesa stessa, Corpo Mistico di Suo figlio, tremendamente torturata e uccisa nell’apostasia della Sua Fede e della Verità.

Io, Francesco d’Erasmo, sono innocente del Sangue di questa Donna!

Così credo e professo davanti a Dio Padre Onnipotente, a Gesù Cristo Suo Figlio Nostro Signore, che verrà a giudicare i vivi e i morti e il mondo attraverso il fuoco, e allo Spirito Santo di Verità, alla Vergine Maria Madre di Dio e della Chiesa, Regina del Cielo, Immacolata Concezione, ai Santi Apostoli Pietro e Paolo e a tutte le schiere celesti, davanti a tutta la Comunione dei Santi, trionfante, purgante e militante, e davanti a tutti gli uomini di buona volontà.

Così mi aiutino i Santi Vangeli.

Amen.

Francesco d’Erasmo

Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, 1 aprile 2020, vigilia della nascita al Cielo di San Giovanni Paolo II.

PRECISAZIONE INDISPENSABILE

La DICHIARAZIONE da me pubblicata in data 01.03.2020

è un atto strettamente personale, di cui PORTO LA ESCLUSIVA RESPONSABILITA’,

dovuto alla esclusiva decisione dello scrivente, senza alcun tipo di coinvolgimento e neppure conoscenza previa di alcuna altra persona al mondo, così come tutti i testi da me pubblicati online suL sito www.mt715.simplesite.com.

Anche le foto ivi accostate sono state una iniziativa puramente mia, così come i riferimenti alla Madonnina di Civitavecchia in qualunque forma e contenuto. In particolare nego alcun tipo di coinvolgimento, anche indiretto, con la Famiglia Gregori di Civitavecchia, protagonista della nota vicenda della Madonnina, in alcun modo, nemmeno marginale.

Il padre spirituale della Famiglia Gregori è Padre Manuel Hernández Jerez, come è noto.

Io non sono e non sono mai stato padre spirituale della Famiglia Gregori.

Questa precisazione si rende necessaria per evitare indebite attribuzioni di responsabilità, visto che è invece noto che io ho ricevuto in misura abbondante, come del resto chiunque si reca nella loro casa, ospitalità, affetto ed amicizia da questa rispettabilissima famiglia.

Ciò però non significa che essi siano in alcun modo responsabili delle mie personali iniziative.

Prego altresì chi ha cortesemente diffuso la mia dichiarazione di diffondere anche questo testo contestualmente ad essa.

Per me questa precisazione è talmente importante, che se non dovesse essere chiara e dovesse danneggiare questa Famiglia innocente, sarei pronto piuttosto a rinnegare tutto quello che ho scritto.

In fede davanti a Dio

Francesco d’Erasmo, 2 aprile 2020, anniversario della nascita al Cielo di San Giovanni Paolo II

SONO INNOCENTE DEL SANGUE DI QUESTA DONNA

(Dn 13, 46)

 

Davanti al silenzio atterrito di tutti, che ben sapevano quanto pericoloso fosse opporsi ai giudici corrotti e corruttori, solo il piccolo Daniele alza la voce, non per accusare loro, ma per difendere l'innocente.

Anche oggi tutti sanno quanto sia pericoloso parlare in modo dissonante da chi ha il potere di imporre le proprie scelte.

 

Ma il rischio di un certo prudente silenzio di fronte a questo è che diventiamo complici della morte dell'innocente.

 

Se questa donna, Susanna nel libro biblico, fosse una immagine della persona che cerca la verità e non la trova più, perché chi gliela dovrebbe dire invece inganna?

 

Ecco, di fronte a questa possibilità io, Francesco d'Erasmo, sacerdote cattolico, voglio essere innocente.

 

Di fronte alla gravità della confusione che alcuni generano, voglio essere innocente.

 

Di fronte a chi abusa del nome di Gesù Cristo, voglio essere innocente.

 

Di fronte a chi abusa dell'autorità che Egli ha dato alla Sua Chiesa, a nome della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, approfittando della buona fede e dell'ignoranza di molti, facendo credere che la Chiesa abbia cambiato fede, voglio essere innocente.

 

Di fronte al silenzio assordante di chi tace la verità, voglio essere innocente.

 

Di fronte a chi dice tante cose inutili anche se in parte forse vere, per distrarre da ciò che è urgente più della stessa vita, voglio essere innocente.

 

Per questo ho deciso di non "mettere la lampada sotto il letto", ma di "dire sui tetti quello che ascolto all'orecchio".

 

Ecco perché faccio questa pagina su internet, è "il tetto", la piazza, la "porta della città", il "tempio", il luogo pubblico, secondo le immagini bibliche, dove gli uomini stavano per uccidere l'innocente, dove io voglio affermare pubblicamente che non sono complice della menzogna mortale che oggi nuovamente, anche attraverso il silenzio omertoso, può uccidere chi è innocente.

 

Francesco d'Erasmo, settembre 2018

Meglio prevenire che curare:

Professione di fede

Io, Francesco d'Erasmo, sacerdote della Chiesa Cattolica, nato a Milano il 29 gennaio 1974, ordinato Presbitero il 26 giugno 1999, nel pieno possesso delle mie facoltà, contro ogni facile e tendenziosa strumentalizzazione delle mie parole, per il bene del Santo Popolo Fedele di Dio, rinnovo ora e per sempre la mia professione di fede fatta dai miei genitori e padrini nel mio Battesimo, da me rinnovata in molte occasioni, come nell'ordinazione Presbiterale nel 1999, nella presa di possesso della Parrocchia di Santo Spirito in Monte Romano nel 2017, con atto ufficiale indirizzato ai miei superiori il 15 marzo 2018, con lettera pubblica al mio Vescovo, ai miei confratelli e a tutti i collaboratori della mia diocesi nel 2019.

In particolare:

Io Francesco d'Erasmo credo e professo con ferma fede tutte e singole le verità che sono contenute nel simbolo della fede. Sia nella formulazione della professione di fede battesimale, con la rinuncia a satana, al tutte le sue opere e seduzioni, sia nella formulazione del cosiddetto Credo Apostolico, sia del Credo Niceno-Costantinopolitano.

Credo pure con ferma fede tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio scritta o trasmessa e che la Chiesa, sia con giudizio solenne sia con magistero ordinario e universale, propone a credere come divinamente rivelato.

Fermamente accolgo e ritengo anche tutte e singole le verità circa la dottrina che riguarda la fede o i costumi proposte dalla Chiesa in modo definitivo.

RINUNCIO E RIFIUTO tutto ciò che ad esse si oppone!

Aderisco inoltre con religioso ossequio della volontà e dell’intelletto agli insegnamenti che il Romano Pontefice legittimamente eletto o il Collegio episcopale legittimamente regnante propongono quando esercitano il loro Magistero autentico, sebbene non intendono proclamarli con atto definitivo.

Estendo questa mia promessa di fedeltà e di rifiuto, al passato e al futuro, non essendovi divisione nella fede della Chiesa Cattolica, che è Una nello scorrere del tempo e nella molteplicità dei luoghi.

Prometto di conservare sempre la comunione con la Vera Chiesa Cattolica Apostolica Romana, del Cielo e della terra, sia nelle mie parole che nel mio modo di agire.

Adempirò con grande diligenza e fedeltà i doveri ai quali sono tenuto verso la Chiesa, sia universale che particolare, nella quale secondo le norme del diritto, sono stato chiamato ad esercitare il mio servizio.

Nell’esercitare l’ufficio, che mi è stato affidato a nome della Chiesa, e in ogni mia azione, come Battezzato, come già fatto fino ad oggi, conserverò integro e trasmetterò e illustrerò fedelmente il deposito della fede, respingendo quindi qualsiasi dottrina ad esso contraria.

Seguirò e sosterrò la disciplina comune a tutta la Chiesa e curerò l’osservanza di tutte le leggi ecclesiastiche legittime, in particolare di quelle contenute nel Codice di Diritto Canonico.

Osserverò con cristiana obbedienza ciò che i sacri Pastori legittimamente dichiarano come autentici dottori e maestri della fede o stabiliscono come legittimi capi della Chiesa, e presterò fedelmente aiuto ai Vescovi diocesani, perché l’azione apostolica, da esercitare in nome e per mandato dellaChiesa, sia compiuta in comunione con la Chiesa stessa.

Come evidente dalle piccole variazioni al testo comune ai giuramenti dei parroci presenti in questo testo,

RINUNCIO

alla seduzione di seguire un magistero nella fede e nella morale differente da quello autentico, qualora si tentasse di imporlo abusando dell'autorità da Cristo conferita a Pietro e agli Apostoli.

RIFIUTO

ogni sottomissione in merito, perché il mio unico Signore e Pastore, mio Re, come quello di ogni battezzato, è Gesù Cristo Figlio di Dio!

Chiedo umilmente perdono di tutti i miei tradimenti, e sono pronto ad espiarli secondo la Volontà, la Giustizia e la Misericordia di Dio.

Così mi aiuti la Beata Vergine Maria Madre di Dio, Madonna del Rosario, mia Regina, cui già dal 16 febbraio 2000 ho consacrato tutto me stesso.

Così mi aiuti la Vergine Maria che nell'immagine di Civitavecchia ha pianto sangue per spezzare la durezza del cuore di un pastore venticinque anni fa come oggi.

Così mi aiutino i Santi Vangeli, gli Apostoli e tutte le schiere celesti.

Amen.

Francesco d'Erasmo,

Civitavecchia, 15 marzo 2020

 

Tua madre e i tuoi fratelli sono fuori e ti cercano

In questo periodo della mia vita sacerdotale, come già altre volte, sono raggiunto dall’accorata preoccupazione di persone che mi vogliono bene.

Ma ti sei ammattito? Ma vuoi che ti rinchiudano? Ma ti rendi conto contro chi ti stai mettendo? Proprio ora che potevi stare tranquillo! Ma tagliati la lingua!

Anche se ovviamente il paragone stride, da sempre ho preso come esempio della mia vita Gesù di Nazareth. Mi conforta ricordare che perfino a lui accorsero i parenti, perfino la Santissima Mamma, “perché dicevano: è fuori di sé!”

Per lo meno sono in buona compagnia!

Sono grato per l’affetto che queste preoccupazioni manifestano. E dico chiaramente che mi fa molto bene sapere di essere amato, per di più sapendo bene di non meritarlo.

Ma vorrei fare anche io qualche domanda.

Che felicità mi può dare, evitare forse qualche sofferenza e tacere la Verità?Come potrei guardarmi allo specchio quando faccio la barba? Come riuscirei a dormire di notte?

Che cosa può offrirmi questo mondo, che possa valere la pena tanto da tradire Gesù?

Lo stesso che hanno ottenuto Adamo ed Eva per aver abbandonato Dio?

Forse la vita dei potenti di questo mondo ha anche solo l’ombra della bellezza di quello che c’è nel cuore dei santi?

Potete paragonarmi la pienezza che traboccava dagli occhi di Giovanni Paolo II, osteggiato fino dentro casa sua per quello che faceva e diceva, con i pastori che il mondo di oggi benedice ed esalta con ogni mezzo?

Non dimentichiamo che - anche se ora tutti ne parlano bene, almeno in pubblico - nella Chiesa, fino al giorno della sua morte, una parte importante della gerarchia e del mondo teologico gli ha fatto una guerra senza esclusione di colpi.

E non hanno mai smesso: davanti parlano bene e dietro distruggono tutto quello che ha fatto!

Basti pensare alle recenti vicende dell’Istituto che porta il suo nome.

O a cosa hanno fatto del suo insegnamento in materia di morale familiare nei due recenti sinodi sulla famiglia. Perfino alcuni che erano stati suoi collaboratori!

Potrei parlare di altri pastori che hanno testimoniato una grande perseveranza nella lotta per la Verità senza rispetto umano.

Evito di parlare di chi ancora è vivo, perché la grandezza della sua sofferenza è tale, che non voglio nemmeno sfiorarlo. Solo il rispettoso silenzio è degno di lui.

Ma ho avuto la grazia di guardare negli occhi anche Madre Teresa di Calcutta.

Qualcuno crede forse che fosse di moda quello che lei faceva?

Un giorno ho assistito ad una lite animata con una sua collaboratrice, perché lei voleva salvare una sedia rotta e l’altra suora in sostanza gli dava della matta. Siccome era matta davvero, fresca di ricovero si arrampicò su una catasta di cassette di legno rotte, recuperò la sedia, che divenne la sede del celebrante della cappella del Convento di San Gregorio al Celio.

Credete che qualcuno di quelli che ora sono infastiditi dalla mia libertà di parola abbia uno sguardo anche solo lontanamente paragonabile con quello di questi due?

Forse la forza che mosse Sant'Ignazio a cambiare vita leggendo la vita dei santi è meno forte della violenza di chi usa il potere di questo mondo?

Credete forse che qualcuno possa togliere dal mio cuore la serenità di non aver tradito la Verità?

Se la tradissi, come potrei alzarmi la mattina e incrociare lo sguardo delle persone che incontro? Come potrei dormire la notte?

Sapete, chi non gradisce il mio parlare crede di avere ricevuto l’autorità dagli uomini. Come diceva Gesù: ricevono gloria gli uni dagli altri.

Io per Grazia di dio, non dimentico di avere ricevuto il Battesimo e il Sacerdozio per volontà di Dio, non per volontà umana.

Si chiama vocazione. Chiamata.

Chi è che mi ha chiamato?

Il Vescovo che mi ha ordinato? Il mio Vescovo? Il Papa? Ma nemmeno per sogno!

È Dio che chiama ciascuno di noi alla propria vocazione, attraverso gli uomini che mette sulla nostra strada.

I figli attraverso i genitori, gli sposi l’uno attraverso l’altro, i sacerdoti attraverso i Vescovi…

Ma è Dio che chiama!

E solo a Lui dobbiamo rendere conto.

Una volta si diceva: “servire Deo regnare est”.

Servire Dio significa regnare.

Preferisco regnare con Dio che essere il leccapiedi del prepotentuccio di turno.

Ecco però che qualcuno mi vuole convincere ancora.

Ma sono i potenti di turno che hanno il coltello dalla parte del manico!

Allora qui mi domando: ma chi è davvero folle?

Per quanto tempo possono i potenti di questo mondo avere il coltello dalla parte del manico?

Chi è più forte, i signori di questo mondo, o il Creatore dell’Universo?

E' più folle temere Dio, o temere i potenti del mondo?

Potessero anche farmi del male durante tutta la mia vita terrena, che cos’è questo davanti all’eternità che Dio mi darà?

Il problema forse è un altro: già molte volte il demonio mi ha provato a piegare con la forza, ma con forza molto maggiore il Signore mi ha soccorso. Ecco perché nulla mi convince a piegarmi e a scendere a compromessi.

È vero, non so cosa mi aspetta.

Ma so Chi mi assisterà.

Volete sapere davvero perché sono così folle?

Provate anche voi a fidarvi di Gesù.

Francesco d'Erasmo, 28 marzo 2020.